Un centro didattico per l’osservazione della natura, dove è possibile approfondire diversi aspetti riguardanti l’affascinante storia geologica e le peculiarità ambientali della Val Borlezza. Il N.A.B, inaugurato nel 2018, è stato realizzato con il preciso intento di ospitare i ragazzi delle scuole primarie e secondarie e permettere ai loro insegnanti di svolgere le proprie lezioni in un luogo dove poter sperimentare e toccare con mano le tematiche affrontate. Grazie alla presenza di attrezzature scientifiche come microscopi, stereoscopi e una lavagna interattiva multimediale, il centro offre infinite possibilità di studio e ricerca.
I moderni tablet a disposizione dei visitatori presentano, inoltre, un’App studiata per esplorare e approfondire la conoscenza del territorio in maniera divertente e interattiva.

 

APPROFONDIMENTI

1) Info e visite
- Contatti
Via IV Novembre, n.5
Cerete Basso
Tel. 0346 63300
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

- Prenota la tua visita
E’ possibile prenotare e ricevere informazioni riguardo le visite guidate e le attività didattiche chiamando il numero: +39 342 3897672

- Accessibilità
L’accesso al Centro non presenta barriere architettoniche.

 


In collaborazione con Unione Italiana Ciechi e con il contributo di Fondazione UBI, il N.A.B è dotato di targhette con scritte in braille ed è fruibile anche ai non vedenti e ipovedenti.
2) Servizi educativi
Il N.A.B nasce come centro didattico, con il preciso intento di ospitare i ragazzi delle scuole primarie e secondarie e di permettere agli insegnanti di svolgere le proprie lezioni all’interno di uno spazio moderno e tecnologico.
Le guide N.A.B., giovani laureati appositamente formati, accompagnano gli studenti e i visitatori in percorsi turistici e didattici, con l’intento di favorire la fruizione del territorio, garantendo parallelamente un’esperienza coinvolgente, stimolante e formativa.

 


SCOPRI L’OFFERTA DIDATTICA
Il centro N.A.B. offre itinerari e attività per le scuole primarie e secondarie di I grado, pensati per approfondire la conoscenza del territorio della Val Borlezza sotto molteplici punti di vista: clima e ambiente, rocce e minerali, il mondo vegetale e

Ciascuna attività potrà essere elaborata sulla base di specifiche esigenze didattiche o organizzative degli insegnanti.

3) Approfondimenti

 


IL MONDO DELLE API
Attraverso supporti multimediali e uno spazio magico nel quale osservare la natura con gli occhi delle api, il N.A.B permette a tutti i visitatori di intraprendere un viaggio meraviglioso alla scoperta di un insetto preziosissimo e insostituibile e dell’ambiente naturale che da ormai 100 milioni di anni ne permette la sopravvivenza: clima, piante, fiori, polline e nettare.
Lo sapevi che?
Le api e altri insetti hanno occhi sensibili all'ultravioletto e riconoscono le guide scure sui petali che conducono verso il centro del fiore. A differenza degli uomini, le api percepiscono la luce ultravioletta, che si trova oltre il limite viola dello spettro ed è invisibile agli occhi dell'uomo, il blu, l’azzurro, il giallo e il verde bluastro ma non distinguono il colore rosso.

 


ROCCE E MINERALI
All’interno del N.A.B. è possibile approfondire la conoscenza del mondo delle rocce, ciascuna diversa per aspetto, colore, ruvidità e persino per odore!
Scoprirai che tutte le rocce, anche le più strane, sono ugualmente costituite da minerali, o in singoli cristalli, o aggregati a formare frammenti di rocce più antiche o gusci di organismi e che in base alla loro origine potranno essere divise in tre grandi gruppi: rocce magmatiche, metamorfiche o sedimentarie.
Lo sapevi che?
Ogni minerale è composto di atomi di diversi elementi, disposti in maniera ordinata, secondo precise relazioni geometriche. Essi costituiscono il reticolo cristallino, che determina la forma esterna del minerale stesso.

 

CLIMA E AMBIENTE
- torbiera
- antichi laghi di Cerete
- erbario
- il parco del monte varro

orari e info

Quando si parla di "canti del lavoro", occorre subito fare una precisazione fondamentale per distinguere quelli che "servivano" al lavoro e altri che "parlavano" del lavoro. In altre parole, la tradizione popolare mostra sia esempi di campi che avevano una funzione precisa per lavorare (quasi un'unutilità) e canti che descrivevano alcuni momenti del lavoro o le condizioni e l'ambiente. Nel primo caso, i canti sono nati proprio la dove certi tipi di lavoro richiedevano l'intervento di più persone e pertanto c'era la necessità di coordinare i gesti per rendere determinati sforzi più efficaci. L'esempio più semplice di questa necessità è quel grido appena modulato che tutti conosciamo: "Ho...issa!".
Ma semplicemente nell'ambiente marinaro si arrivava a veri e propri canti ritmici.
Famosi quelli per la tonnarao per issare le vele e le reti, ma anche i canti ritmati dei battipali, dei salinari, etc.

logo presolana gran tour

Presolana Gran Tour è un progetto intercomunale promosso dall’Unione dei Comuni della Presolana: “[...] didattico multidisciplinare che presenta la storia delle nostre valli, dalle ere geologiche all’alba delle culture umane sino ai nostri giorni.. “

 

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Nella contrada di Nembergallo, in Cerete Alto sorgeva un tempo L’antica chiesetta di San Rocco.
Come la quasi totalità di questi edifici religiosi dedicati al santo, la chiesetta venne fondata a seguito di una delle epidemie di peste che colpirono queste zone fra sec. XV e XVI.
La chiesa fu costruita in aderenza alle abitazioni esistenti, la sua struttura era a quadrilatero irregolare.
Particolare la copertura: vi era una volta con tre spicchi su ciascuno dei tre lati (di fondo, destro e sinistro) con quello centrale di ciascun lato più ampio degli altri due. Esisteva pure un piccolo campanile. Su di esso, dopo la demolizione della vecchia chiesa di Cerete Alto, fu collocata una campanella nel 1497.


Nel 1575 questa chiesetta era denominata San Rocchino.
Nel 1956 la struttura venne demolita per consentire l'allargamento della sede stradale.
Resta oggi l'affresco che costituiva la parete di fondo dell'antica chiesetta.
L’affresco è ambientato entro una finta architettura, diviso in tre settori, al centro in alto è raffigurata la Madonna col Bambino fra angeli musicanti, al di sotto San Giacomo, San Rocco, San Sebastiano e San Filippo. A sinistra vi è San Cristoforo e a destra in basso San Vincenzo e in alto San Lorenzo.

 

Durante il corso della storia, questi manufatti si incontrano frequentemente; dall’età neolitica in poi molte popolazioni, dai Celti agli Etruschi, hanno adottato forni con la volta in terra cruda.

Ancora oggi , in Africa, Asia, America Latina ma anche in Sardegna, vengono utilizzate queste tipologie di forni caratterizzati da un’elevata efficienza.

 

Materiale necessario

Argilla

Di argille in natura ve ne sono di diverse tipologie; non tutte sono però adatte ad essere “cotte” e dunque idonee al nostro scopo.

Un metodo semplice e veloce per capire se la terra che abbiamo fra le mani è “argillosa” è quello di bagnare la stessa con un po’ di acqua: se la consistenza è “simil pongo” e se la stessa argilla gettata in un secchio d’acqua la sporca, siamo sulla buona strada.

Sabbia fine del Ticino (o similare)
Paglia
Verghe di nocciolo ø1.5-2 cm
Mattoni forati e mattoncini refrattari

Fasi di costruzione

Costruzione del basamento

Struttura portante in ferro con sottofondo per refrattari in sabbia e zeolite.

Realizzazione del piano del forno con mattoni refrattari
Realizzazione della struttura portante del forno con verghe di Nocciolo

Forse la parte più difficile e allo stesso tempo importante dell’opera in quanto parte strutturale del forno. Un buon intreccio delle verghe determina la stabilità e la portata dell’intera volta e ne faciliterà la copertura con l’impasto refrattario.

1° Impasto refrattario

Per questo primo impasto sono necessari argilla e sabbia in pari quantità più una parte di paglia. Lavorare a lungo l’argilla sminuzzandola in modo da ripulirla da qualunque impurità, soprattutto sassi, che potrebbero causare seri danni quando porteremo in temperatura il nostro forno.

Una volta terminata la precedente operazione, procedere alla miscelazione dell’argilla con la sabbia unendola poco alla volta.

Raggiunto un impasto omogeneo, inglobare anche la paglia bagnando poco alla volta, finché, dopo qualche ora, l’impasto sarà omogeneo e idoneo ad essere plasmato sulla struttura portante di verghe.

2° Impasto coibentante

Almeno 24 ore dopo  procedere con un nuovo impasto seguendo le indicazioni sopra riportate ma variando la quantità delle materie prime diminuendo la quantità dell'argilla in favore della sabbia e paglia.

Procedere poi con la costruzione della bocca come da indicazioni per la volta utilizzando come impasto quello refrattario.

L'ingresso della bocca del forno viene poi completato con la posa di tavelle refrattarie e chiave di volta.

Finiture

“Lisciatura” della volta interna del forno (da eseguire prima della costruzione del camino)
Intonaco finale con telo di iuta

Rivestire la volta esterna con un telo di iuta e, utilizzando l’impasto del “collante”, farlo aderire alla volta stessa.

Questa operazione serve solo ed esclusivamente per nascondere le sfilacce di paglia e rendere più “estetico” il nostro forno.

Accensione

Giunti a questo punto, lasciamo riposare per qualche giorno l’intera struttura (il tempo dipende dalle condizioni climatiche) prima di dare avvio all’accensione.

 

 

In data 29 Agosto 2014 si è tenuta la nona conferenza internazionale sulla GEOLOGIA dal titolo “The Quaternary of the Italian Alps vegetation, Paleoenvironment and Climate”(“La vegetazione delle Alpi nel Quaternario, ambienti antichi e clima”). Organizzatori : Consiglio di ricerca nazionale - IDPA (Istituto per la Dinamica dei processi Ambientali-Padova), municipalità di Sovere, Leffe e Cerete.
La manifestazione, nella quale figurava anche il nome di Cesare Ravazzi (Noto geologo, autore nel 2007 del libro “Val Borlezza”), si è svolta in forma itinerante durante tutta la giornata del 29.
La partenza, fissata alla mattina dall’università di Padova è andata a toccare a toccare fisicamente quelli che sono i punti di interesse geologico dell’intera manifestazione.
Il team di studiosi di livello internazionale si è fermato anche a Cerete presso la Chiesa di San Rocco, per una tappa del Congresso. In tale occasione è stato trattato il tema della vegetazione Alpina nell’ultima Glaciazione e sono stati presentati i carotaggi effettuati nel nostro territorio con studi e conclusioni relativi alla palinologia, ossia la scienza che studia il polline sedimentato negli affioramenti della nostra torbiera.

Mostra d'arte: Magia e Ritualismo

8 a 17 agosto, 2014
"La Unione Sportiva Turistica Culturale di Cerete in collaborazione con la Fondazione ONLUS Maria Ferri e Giacinto Loppi e il Gruppo Artistico ALI DI FILIGRANA presentano dal 8 al 17 agosto 2014, in coincidenza con l'apertura al pubblico dei vecchi cortili del centro storico di Cerete Alto, la Mostra d'arte MAGIA E RITUALISMO. Due pittrici e due scrittrici messicane con i loro quadri e la lettura di brani inediti ci faranno conoscere l'arte e la tradizione messicana".

Ospite d'onore Sig.ra Marisela Morales, Console del Messico a Milano

Gruppo Artistico "Ali di Filigrana"
Paola Baños Herrera - Scrittrice
Maria Brunereau - Pittrice
Alejandra Laorrabaquio Saad - Scrittrice
Bianca Monroy - Pittrice

Lettura e musiche a cura di Giuseppe e Valentina Olivini

Magia e ritualismo (2014) - Cerete