Cerete è un comune di 1640 abitanti situato nella media Val Borlezza con un
un'altitudine che spazia dai 407 metri del corso del Borlezza ai 1.419 della cima Lusù, la cima più alta del territorio comunale.
Il paese è attraversato dal torrente Borlezza ed è diviso in tre frazioni: Cerete Alto, Cerete Basso e Novezio.

Cenni Storici

Il Nome Cerete deriva molto probabilmente da “Cerro”,un tipo di vegetazione arborea ,simile al rovere, presente un tempo in abbondanza nella zona : il “Quercus cerris”.
Le testimonianze archeologiche ci raccontano la presenza umana già in epoca preistorica: ceramiche dell'età del ferro (in località Gavazzo), graffiti di epoca ancora imprecisata (in località Cedrini) e un blocco di ossidiana che permette di ipotizzare una frequentazione anche in epoca neolitica (in località Cedrini).
Una necropoli altomedievale è stata inoltre rinvenuta all'ingresso del paese, accanto alla chiesetta di San Rocco.
Tuttavia la prima vera menzione della località risale all'883 e riguarda la donazione da parte dell'imperatore Carlo III detto il Grosso al vescovo di Bergamo del piccolo monastero di San Michele Arcangelo "in locum qui dicitur Cerretum”.

Intorno al monastero dovette formarsi un centro abitato, tanto che la località viene menzionata come civitas in un atto di permuta dei terreni del 941 conservato nel "Codex diplomaticus Langobardiae".
Attorno all'anno Mille si hanno notizie dell'esistenza di un palazzo episcopale del vescovo di Bergamo, dotato di torre e fortificazioni, sull'attuale piazza Giovanni XXIII. La chiesa nuova di Cerete alto è stata edificata in una zona soprannominata dagli antichi “il castello” e tuttora nella contrada di Raverio sono presenti edifici che nelle loro strutture di base fanno pensare ad apparati difensivi .
Nei due secoli successivi al mille la dipendenza dalla giurisdizione vescovile andò sempre più diminuendo e nello stesso periodo nacque e si sviluppò il comune di Cerete.
Nel 1379 iniziò per Bergamo e le valli il dominio dei Visconti di Milano. Nel 1393 Il paese ,Guelfo ,venne completamente messo a ferro e fuoco dai Ghibellini di Lovere.
Nel 1427 la valle Borlezza deliberò spontaneamente la propria indipendenza da Milano per affidarsi spontaneamente alla Repubblca di Venezia;dominio che durò sino al 1797.
Poco dopo,con l’arrivo delle truppe Napoleoniche si determinò una situazione di grande disagio e malcontento derivata dalle imposizioni e vessazioni degli occupanti. Con il subentro dell’impero Austriaco poco cambiò .

Ciò favorì il risveglio di un sentimento nazionale che sfociò nei moti di liberazione del risorgimento e che portò all’unità d’Italia.
Da li in poi è storia recente.